L’essere umano è sociale per natura e ha bisogno dei suoi simili dal momento in cui nasce fino al termine della sua vita. Gli esseri sociali si completano soltanto nel rapporto con gli altri. La dimensione di gruppo è fondamentale per il loro sviluppo armonico e globale. La maggior parte dei valori è in stretto contatto con la convivenza. Non possiamo educarci se non ai valori poiché ciò non significa altro che capire quello che è bene o è male, che vale o non vale.
Ogni persona, ogni famiglia ed ogni gruppo sociale stabilisce una propria scala dei valori. Avere una scala dei valori significa essere disposti a sacrificare un valore che giudichiamo inferiore al fine di preservarne uno superiore.
Molteplici fattori influiscono sul grado di preferenza dei singoli valori. E’ necessario chiarire due punti fondamentali: primo, non possiamo imporre agli altri la nostra scala di valori; secondo, dobbiamo promuovere ogni valore per crescere in modo equilibrato.
I valori umani per loro natura si intersecano tra loro e risulta spesso difficile , se non impossibile, distinguere dove finisce uno e dove inizia l’altro. Le buone maniere non sono un aspetto del rispetto? La generosità e la compassione non sarebbero impossibili senza la pazienza? La creatività e la fiducia non sono alla base della gioia? E’ concepibile l’amicizia senza la sincerità, oppure una responsabilità senza prudenza?
Per il 2°Ciclo anno 2025/2026 (Autunno) proponiamo il valore della COOPERAZIONE (COOPERARE, COLLABORARE, CONTRIBUIRE) LA FORZA SILENZIOSA CHE TIENE INSIEME LE PERSONE
Il cooperare e tutti i concetti a esso collegati implicano agire insieme, andare tutti nella stessa direzione, camminare insieme, prendere parte con gli altri al conseguimento di un obiettivo comune. E’ una delle attitudini psicosociali più potenti e, allo stesso tempo, più sottovalutate. Spesso la diamo per scontata come se collaborare fosse un’estensione naturale del vivere insieme. In realtà è un comportamento complesso, radicato nell’evoluzione biologica e culturale dell’essere umano, e capace di determinare il benessere dei singoli e della collettività. Quando la cooperazione è debole, emergono isolamento, conflitti silenziosi, inefficienze. Quando è forte le persone si sentono più fiduciose, produttive e psicologicamente stabili. E’ un’attitudine che esplora ciò che ci rende capaci di fidarci, condividere, negoziare e raggiungere obiettivi che da soli non potremmo realizzare. E’ un processo che intreccia emozioni, norme sociali, leggi, motivazioni interiori e condizioni ambientali favorevoli.
Con questo valore tendiamo a favorire l’altro, ma va specificato che una persona coopera con le altre quando vi è reciprocità, perché, se così non fosse, potremmo parlare solo di aiuto.
L’aiuto infatti segue una direzione univoca: uno aiuta e l’altro è aiutato. La cooperazione invece è sempre in direzione biunivoca: io aiuto gli altri e loro aiutano me. Cioè, tutti ci aiutiamo a vicenda. In sintesi, io faccio del bene agli altri e gli altri fanno del bene a me. In questo modo ci guadagniamo tutti!
COOPERARE E’ FACILE E DIFFICILE Il processo di apprendimento della cooperazione è lungo e faticoso: da un lato l’essere umano ha una tendenza innata alla socializzazione e dall’altro tende a mostrarsi, spesso, non solidale ed egocentrico, perché l’egoismo è un aspetto della natura umana. Per questo oscilliamo fra questi due poli: la socialità e l’ egoismo. Abbiamo bisogno degli altri (socialità): sin da quando nasciamo abbiamo bisogno di un legame che ci colleghi con la cultura umana e ci trasmetta l’eredità di migliaia di anni di umanità. Diventiamo umani per imitazione. Abbiamo bisogno di egoismo per stare fra gli altri: consiste nel prenderci cura di noi stessi e nel proteggerci adeguatamente per non essere alla mercè di chiunque. Bisogna capire che l’amore per gli altri inizia da se stessi.
La disponibilità alla cooperazione implica ammettere l’individualità di se stessi e quella degli altri per poter quindi comunicare con loro, influenzare e lasciarsi influenzare, aiutare e lasciarsi aiutare.
UNA COMPETENZA CHIAVE PER IL FUTURO La cooperazione aumenta quando le persone sentono di far parte di un gruppo e che il loro contributo ha valore. Questo senso di appartenenza genera gratificazione. Saper gestire divergenze e conflitti consente alle persone di mantenere comportamenti di collaborazione anche in situazioni stressanti. Quindi collaborare produce benefici, come la riduzione dello stress, l’aumento della resilienza, miglioramento del benessere, riducendo ansia e burnout, rafforza l’autostima e la motivazione. In un contesto cooperativo i conflitti non scompaiono ma si trasformano: diventano gestibili, orientati alla soluzione, non alla contrapposizione. Favorisce la creazione di reti di supporto, solidarietà e cittadinanza attiva. Cooperare non significa rinunciare all’individualità ma riconoscere che la realizzazione personale trova forza e senso nella relazione con gli altri. E’ un atto profondamente umano : ci ricorda che pur nelle differenze esiste sempre un terreno comune in cui costruire qualcosa di migliore.
Anche nella nostra grande Famiglia della Rete Magica la cooperazione e collaborazione è fondamentale, imprescindibile e preziosa. Ognuno di noi è un sarto che trasforma il filo delle emozioni in ordito e trama delle relazioni. Ognuno costituisce un nodo essenziale che definisce e fortifica la Rete. Siamo il punto d’incontro delle emozioni ed il punto di partenza delle azioni concrete.
Non dobbiamo pensare alla cooperazione come un’optional ma come una competenza centrale essenziale per affrontare sfide e costruire comunità resilienti e inclusive.
Aiutandoci insieme e reciprocamente tutto è possibile.
Costruiamo insieme l’albero dei Valori nel bosco magico della RETE MAGICA